Divinità in Abruzzo

Ho iniziato questa ricerca lo scorso anno, nel 2014, partendo dai luoghi legati al periodo pre-cristiano.

Ho visitato la grotta di S.Angelo: anticamente era un tempio dedicato alla Dea Bona, Dea della fertilità. Le giovani madri vi si recavano in pellegrinaggio per favorire, in particolare, l’abbondanza di latte, bagnandosi con l’acqua della grotta. In epoca cristiana questo culto fu sostituito con quello di S. Agata, patrona delle puerpere; in seguito la titolazione a S. Agata fu sostituita con quella a S. Angelo.

Un luogo sorprendentemente calmo, decisamente accogliente, dove è possibile rigenerarsi profondamente. Sul sentiero che conduce alla grotta troviamo bellissimi alberi, radici che affondano nel terreno, giochi di luce, tutto sembra voler dire al visitatore che è un luogo dove la Madre, il principio femminile, è ben presente.

 

Secinaro ha catturato la mia attenzione, un paese dove un tempo esisteva il culto della Dea Sicinna. Sicinna faceva parte della corte di Dioniso, la sua adorazione consisteva in danze e balli dedicati al divertimento e alla gioia. Successivamente il Senato Romano, nel 186 a.C. vietò queste danze e l’adorazione della Dea Sicinna.

Ben poco è rimasto oggi dei luoghi dedicati a questa Dea: il lago sull’Altopiano del Sirente, dove si presume, avessero origine queste feste dedicate a Sicinna, ed il paese di Secinaro.